Le Dolomiti di Brenta con le ciaspole: cinque itinerari, cinque livelli di impegno
Il Brenta in inverno è un mondo diverso dall’estate. I sentieri attrezzati sono sepolti, le ferrate impraticabili, i rifugi in quota chiusi. Ma la fascia tra i 1.200 e i 2.000 m offre alcuni degli itinerari con le ciaspole più belli delle Alpi — a condizione di scegliere il percorso giusto per le condizioni e per la propria preparazione. Nessuno di questi itinerari è “facile” in senso assoluto: sono in montagna, d’inverno, e il bollettino valanghe va consultato prima di ogni uscita senza eccezioni.
1. Malga Spora da Molveno — il classico accessibile
Partenza dal parcheggio di Molveno (864 m), salita lungo la strada forestale che conduce a Malga Spora (1.850 m circa). Dislivello intorno ai 1.000 m, che è tanto per una giornata in ciaspole — ma il percorso è quasi interamente su strada forestale con pendenza regolare, il che rende la progressione meno faticosa rispetto al sentiero stretto. Il bosco di conifere offre riparo dal vento fino a circa 1.600 m, poi si apre sul pascolo con vista frontale sulle Dolomiti di Brenta. In giornate limpide, il panorama dalla malga è da fermo immagine.
Attenzione: l’ultimo tratto sopra il limite del bosco attraversa un pendio aperto esposto a est. Con condizioni di innevamento particolari (neve ventata accumulata su strato debole), il rischio valanghe su quel tratto non è nullo — controlla il bollettino AINEVA per il settore Brenta e Paganella. Con bollettino grado 3 (marcato) o superiore su quel settore, valuta seriamente di fermarti al limite del bosco.
2. Val Brenta Bassa dal Rifugio Vallesinella — silenzio totale
L’accesso parte dalla strada per Vallesinella sopra Madonna di Campiglio (1.513 m). Il percorso risale la Val Brenta Bassa, una valle incisa tra pareti dolomitiche che in inverno è un corridoio di silenzio. Il fondo è in gran parte boscoso, la pendenza moderata, il dislivello contenuto (circa 400-500 m a seconda di dove decidi di fermarti). È l’itinerario ideale per chi cerca l’esperienza immersiva del bosco innevato senza il dislivello impegnativo.
Il rovescio della medaglia: la valle è stretta e orientata nord-sud, il che significa che il sole ci entra poco in pieno inverno. Le temperature possono restare sotto i -10°C per tutta la giornata in gennaio. E il sentiero, non essendo battuto da motoslitte, può richiedere tracciatura in neve fresca — il che triplica la fatica rispetto al seguire una traccia esistente. Parti presto e porta una lampada frontale per sicurezza.
3. Passo del Grostè da Madonna di Campiglio — panorama totale con scorciatoia
Qui si “bara” un po’: la cabinovia Grostè porta a 2.442 m, e da lì si ciaspola in cresta verso il Passo del Grostè (2.442 m) e oltre verso la Cima Grostè (2.901 m) — ma la cima è terreno alpinistico invernale, non da ciaspole. La passeggiata in cresta dal punto di arrivo della cabinovia al Rifugio Grostè (aperto d’inverno, verificare sempre) è breve e spettacolare, con vista a 360° su Brenta, Adamello e Presanella. Il dislivello è minimo, il terreno è aperto e battuto.
Il problema: sei in cresta a quasi 2.500 m. Il vento può essere violento e la temperatura percepita scendere in modo vertiginoso. Le condizioni possono cambiare rapidamente. Questo è un itinerario che va fatto solo con meteo stabile e bollettino valanghe favorevole per il settore in cresta. Con nebbia o visibilità ridotta, la cresta diventa un ambiente dove è facilissimo perdere l’orientamento.
4. Lago di Tovel da Tuenno — la gemma nascosta
Il Lago di Tovel (1.178 m), raggiungibile in auto fino al parcheggio invernale (la strada viene chiusa a un certo punto, variabile di anno in anno — verificare con il comune di Ville d’Anaunia), è il punto di partenza per un anello con le ciaspole che circonda il lago e risale parzialmente la Val di Tovel. Il dislivello è modesto (200-400 m a seconda della variante), il paesaggio è straordinario — il lago ghiacciato circondato da foreste di abete — e la difficoltà tecnica è bassa.
È l’itinerario che consiglio a chi ciaspola per la prima volta nelle Dolomiti di Brenta: bello, gestibile, con la possibilità di estendere o accorciare in base alle condizioni. L’unica avvertenza: il ghiaccio del lago può sembrare solido ma non è sempre percorribile in sicurezza — non camminare sul lago ghiacciato se non c’è una traccia consolidata e indicazioni locali positive.
5. Rifugio Tuckett dalla Val Brenta Alta — per ciaspolatori esperti
Questo itinerario attraversa terreno alpino serio. La salita dalla Val Brenta Alta al Rifugio Tuckett (2.272 m) in inverno richiede esperienza di progressione su neve ripida, capacità di valutazione del manto nevoso, e attrezzatura completa (ARTVA, pala, sonda, ramponi nello zaino). Non è un itinerario da ciaspole “facili” — è un itinerario invernale che si fa con le ciaspole nel tratto basso e forse con i ramponi nel tratto alto, a seconda delle condizioni. Il rifugio è chiuso in inverno (salvo aperture straordinarie), quindi non c’è meta riscaldata all’arrivo.
Lo includo perché è il percorso che meglio illustra la transizione tra “ciaspolata” e “escursione alpinistica invernale”. Se arrivi in cima e ti senti a tuo agio, sei pronto per l’inverno dolomitico serio. Se arrivi in cima e hai avuto paura, il messaggio è altrettanto chiaro.








