Tre blob bianchi a 200 metri nella faggeta della Val Fondillo: un’orsa con i cuccioli
Non l’abbiamo capito subito. Il termico mostrava tre sagome calde, vicinissime, che si muovevano lentamente tra gli alberi al margine del pascolo. Un cervo con i piccoli? No — troppo compatte, troppo basse. Poi la più grande si è sollevata sulle zampe posteriori per raggiungere un ramo, e la sagoma era inconfondibile. Orso marsicano, femmina, con due cuccioli dell’anno. A quella distanza, con il termico, non c’era rischio di disturbo. Con un faro sarebbe stato un disastro — la femmina avrebbe portato via i piccoli in pochi secondi. Con un visore notturno, a 200 m tra i faggi, non li avremmo nemmeno visti.
Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise è probabilmente il luogo in Italia dove l’osservazione notturna della fauna restituisce la maggiore varietà di specie di grande interesse — ma è anche il luogo dove il confine tra osservazione etica e disturbo è più sottile e le regole più stringenti.
Cosa si può osservare e dove
La fauna notturna del PNALM include il lupo appenninico, l’orso marsicano, il cervo (in autunno il bramito è l’evento acustico dominante), il camoscio appenninico (che però è prevalentemente diurno e crepuscolare), la volpe, il tasso, l’istrice, il gatto selvatico — quest’ultimo estremamente elusivo e osservabile quasi esclusivamente con termocamera o fototrappola.
I punti di osservazione accessibili e legali si concentrano lungo le strade e le carrarecce aperte al transito pedonale notturno. La Val Fondillo è l’area più nota: il sentiero che risale la valle dal parcheggio è percorribile anche dopo il tramonto (verificare sempre i regolamenti stagionali con l’Ente Parco), e i pascoli ai margini della faggeta offrono visibilità su aree frequentate da cervi e caprioli. Pescasseroli e i suoi dintorni — in particolare la strada per Opi e la piana di Gioia Vecchio — sono altrettanto produttivi.
La Camosciara è chiusa al tramonto. La Val di Rose è soggetta a limitazioni stagionali. Le zone a protezione integrale sono off-limits senza eccezioni. Non improvvisare: il sito del PNALM pubblica le regolamentazioni aggiornate per sentiero e stagione.
Regole specifiche del Parco per l’osservazione notturna
Il PNALM ha un approccio relativamente aperto all’osservazione naturalistica, ma alcune regole sono non negoziabili. È vietato uscire dai sentieri e dalle strade autorizzate. È vietato l’uso di qualsiasi fonte luminosa rivolta verso la fauna — torce, fari, flash fotografici. I dispositivi di osservazione passiva (termocamere, binocoli) sono generalmente tollerati, ma l’uso di visori notturni con illuminatore IR attivo potrebbe essere contestato — la normativa non è esplicita su questo punto e la cautela suggerisce di informarsi presso il Servizio di Sorveglianza prima dell’uscita.
Il disturbo all’orso marsicano è trattato con particolare severità. Avvicinarsi intenzionalmente a un orso — anche se lo fai “per osservarlo” — può configurare un’infrazione sanzionabile. La distanza minima consigliata è di almeno 100 metri, e se l’animale mostra segni di allerta (si alza sulle zampe posteriori, si immobilizza fissando nella tua direzione, cambia direzione di marcia) devi allontanarti. Con una termocamera da 320×240 e ottica 35mm, 100 m sono una distanza alla quale l’orso è chiaramente visibile come sagoma — sufficiente per l’osservazione, inadeguata per la fotografia, perfetta per il rispetto.
Stagionalità nel PNALM: il calendario della fauna notturna
Da settembre a novembre, il bramito del cervo domina le notti del Parco. I maschi sono attivi dal tardo pomeriggio fino all’alba, localizzabili per il verso a distanze che possono superare il chilometro in condizioni favorevoli. La termocamera permette di osservare le interazioni tra maschi — confronti, inseguimenti, controllo delle femmine — senza la minima interferenza.
In inverno (dicembre-marzo), l’attività notturna degli ungulati si riduce ma il lupo diventa più visibile: i branchi si muovono su distanze maggiori alla ricerca di prede, e i pascoli innevati offrono un contrasto termico eccellente. Uscire in inverno nel PNALM richiede però attrezzatura adeguata: temperature che possono scendere sotto i -15°C nelle valli, neve abbondante, sentieri non battuti.
La primavera è il momento delle nascite — cuccioli di cervo, capriolo, e potenzialmente di orso. L’osservazione in questo periodo è la più delicata: il disturbo a una femmina con cuccioli può avere conseguenze serie. In primavera, la regola è: se l’animale ti ha visto, sei troppo vicino.








