Piove da mezz’ora, il bosco fuma d’umidità, e lei è lì: gialla e nera su una foglia bagnata
La salamandra pezzata non la trovi cercandola. La trovi quando il bosco decide di mostrartela — che in pratica significa quando piove, l’umidità è alta, la temperatura è mite (8-18°C), e tu hai avuto la pazienza di uscire in condizioni che la maggior parte degli escursionisti considera “brutto tempo”. La salamandra pezzata è l’animale del brutto tempo. Vive sottoterra o sotto pietre e tronchi durante il giorno e nelle giornate secche, e esce solo quando l’ambiente è abbastanza umido da non rischiare la disidratazione attraverso la pelle permeabile.
Dove cercarla nelle Prealpi
Nelle Prealpi — la fascia tra i 300 e i 1.200 m che comprende le colline moreniche del Garda, le Prealpi Venete, le Prealpi Lombarde, le colline del Friuli — la salamandra pezzata è legata ai boschi di latifoglie con sottobosco umido e alla presenza di piccoli ruscelli o sorgenti per la riproduzione. I boschi misti di faggio e carpino sui versanti nord, le forre umide con felci e muschi, i bordi dei torrenti con massi coperti di epatiche: questi sono gli habitat dove la densità è più alta.
Le Prealpi Vicentine (Altopiano di Asiago, Val Leogra, Piccole Dolomiti meridionali) sono un’area particolarmente ricca. I boschi di faggio tra 600 e 1.200 m ospitano popolazioni dense, e dopo una pioggia autunnale è possibile trovare diversi individui in poche centinaia di metri di sentiero. Le Prealpi Trevigiane (Cansiglio, Alpago) e le Prealpi Carniche hanno popolazioni altrettanto significative. Sul versante lombardo, i boschi del Triangolo Lariano e delle valli bergamasche offrono habitat eccellente.
Il periodo giusto: primavera e autunno
La salamandra pezzata ha due picchi di attività: la primavera (marzo-maggio, quando le femmine partoriscono le larve nei ruscelli) e l’autunno (settembre-novembre, quando l’umidità torna dopo la siccità estiva). In estate, la salamandra è generalmente inattiva — troppo caldo e troppo secco. In inverno, è in letargo sotto pietre profonde o in anfratti del terreno. Le serate di pioggia mite in ottobre sono il momento migliore: la combinazione di pioggia, temperatura tra 8 e 15°C, e assenza di vento produce le condizioni ideali per l’uscita.
L’orario: dal crepuscolo in poi. Le salamandre sono prevalentemente notturne, ma nelle giornate molto umide e nuvolose possono essere attive anche durante il giorno — l’ho visto accadere in giornate di pioggia persistente in ottobre sulle Prealpi Vicentine, con salamandre che attraversavano il sentiero alle due del pomeriggio.
Come osservare senza disturbare
La salamandra pezzata si muove lentamente — non scappa come una lucertola. Puoi avvicinarti a 30-50 cm senza che si allarmi, a condizione di muoverti lentamente e senza vibrazioni pesanti (non piantare il bastoncino nel terreno vicino). Non raccoglierla: la pelle degli anfibi è permeabile e assorbe le sostanze presenti sulle mani — repellente per insetti, crema solare, sapone residuo — che possono essere tossiche. In più, le ghiandole parotoidi della salamandra producono una secrezione blandamente tossica (samandarina) che può irritare le mucose — non è pericolosa per l’uomo adulto, ma è un buon motivo in più per limitarsi all’osservazione.
Per la fotografia: la salamandra è uno dei soggetti macro più gratificanti. Il contrasto giallo-nero è spettacolare, l’animale è collaborativo (sta fermo), e le condizioni di luce tipiche (bosco umido, cielo coperto) producono una luce diffusa morbida che è ideale per la macro. Il flash diretto è da evitare — può stressare l’animale, e la luce dura del flash su un soggetto lucido e bagnato produce riflessi sgradevoli. Un flash con diffusore o la sola luce ambiente con tempi lunghi (appoggiando la fotocamera a terra) danno risultati migliori.
Conservazione: le minacce nelle Prealpi
Le popolazioni prealpine di salamandra pezzata sono relativamente stabili, ma alcune minacce locali meritano attenzione. La mortalità stradale è significativa nelle zone dove strade provinciali attraversano corridoi forestali umidi — i tratti tra Recoaro e Campogrosso, tra Asiago e Gallio, lungo molte strade forestali del Cansiglio sono punti critici durante le piogge autunnali. La chitridiomicosi è stata segnalata in diverse popolazioni alpine e prealpine italiane, ma l’impatto sulle salamandre è ancora in fase di studio — il fungo sembra colpire più duramente le specie acquatiche (rane, rospi) che quelle prevalentemente terrestri come la salamandra pezzata. La distruzione degli habitat riproduttivi — piccoli ruscelli cementificati, sorgenti captate per uso idrico — è forse la minaccia più insidiosa perché è invisibile e cumulativa.








