Cappotto Termico in Trentino: Guida agli Errori da Evitare (Edizione 2026)

Il cappotto termico non è una semplice “coperta” da incollare sulla facciata. È un sistema tecnologico complesso (ETICS) che, se posato male, può causare muffe devastanti, distacchi dell’intonaco e svalutazione dell’immobile. In questa guida tecnica analizziamo i 5 errori fatali che vediamo spesso nei cantieri in Valsugana e spieghiamo come realizzare un isolamento garantito per il clima alpino.


La “Sbornia” del Superbonus e i danni visibili oggi

Negli ultimi anni, la fretta di chiudere i cantieri ha portato molte imprese improvvisate ad applicare cappotti termici ignorando le basi della fisica tecnica. Oggi, nel 2026, i nodi vengono al pettine. Girando per i comuni trentini, vediamo facciate con l’effetto “leopardo” (i tasselli che si vedono sotto l’intonaco), alghe verdi sulle pareti a Nord e cornici delle finestre nere di muffa.

In Costruzioni Girardi abbiamo una filosofia diversa: il cappotto si fa una volta nella vita. O si fa a regola d’arte, rispettando i protocolli certificati (Cortexa / CasaClima), o è meglio non farlo.

⛔ I 3 Nemici del Cappotto in Trentino:

  • Shock Termico: Passare da -10°C a +20°C in poche ore stressa la colla e l’intonaco.
  • Umidità di Risalita: Se il cappotto tocca terra senza protezioni, beve acqua come una spugna.
  • Mancata Progettazione: Isolare i muri ma lasciare i ponti termici dei balconi è inutile.

1. Errore #1: Il “Sistema Arlecchino” (Mix di marche diverse)

Il primo errore è invisibile ma letale. Un cappotto certificato ETICS (External Thermal Insulation Composite System) è un kit chiuso. Il produttore (es. Rofix, Baumit, Caparol) certifica che QUELLA colla funziona con QUEL pannello e QUELLA rete.

Molti, per risparmiare, comprano il pannello isolante più economico, la colla in offerta e una rete generica.
Risultato? I materiali hanno dilatazioni termiche diverse. Dopo 3 inverni, la facciata si crepa (micro-cavillature) e l’acqua entra, facendo marcire l’isolante.

2. Errore #2: L’Effetto “Leopardo” (Tassellatura Sbagliata)

Hai mai visto case che, quando c’è umido o brina, mostrano dei cerchietti più chiari sulla facciata? È l’effetto dei tasselli non isolati.

La soluzione Girardi:
Noi utilizziamo solo due metodi:

  • Tassello a scomparsa (Strin): Il tassello viene incassato dentro l’isolante e coperto con una “pastiglia” dello stesso materiale (EPS o Lana di Roccia). In questo modo la superficie è omogenea.
  • Tassello a taglio termico: Tasselli con testa in plastica speciale che non trasmette il freddo al muro portante.

3. Errore #3: Il Ponte Termico del Davanzale e del Balcone

Applicare 14 cm di cappotto sui muri e lasciare il vecchio davanzale in marmo passante (che collega l’esterno con l’interno) è un suicidio tecnico. Il marmo, rimanendo freddo, diventerà un punto di condensa formidabile. Risultato: muffa nera proprio sotto la finestra appena cambiata.

Cosa facciamo noi:
Tagliamo il vecchio davanzale (taglio termico) e inseriamo un materiale isolante sotto la nuova soglia, oppure incapsuliamo il balcone se non è possibile demolirlo.

4. Materiali: EPS Grigio o Lana di Roccia?

Non esiste il materiale “migliore” in assoluto, esiste quello giusto per la tua casa.

EPS con Grafite (Il Grigio)

È lo standard attuale. La grafite aumenta il potere isolante del polistirolo del 20%, permettendo spessori minori.
Attenzione: Va protetto dal sole durante la posa! Se esposto ai raggi UV diretti prima della rasatura, ingiallisce e si “brucia”. Noi usiamo sempre teli oscuranti sui ponteggi.

Lana di Roccia

Materiale fibroso naturale. È ignifugo (non brucia) ed estremamente traspirante.
Ideale per: Case in bioedilizia, edifici alti (per normativa antincendio) o zone molto rumorose (isola anche dai suoni).

5. La Partenza da Terra (Zoccolatura)

Il cappotto in EPS o Lana di Roccia non deve MAI toccare il marciapiede. L’acqua di rimbalzo della pioggia o la neve accumulata lo impregnerebbero.

La tecnica corretta:
I primi 30-50 cm da terra si realizzano con un materiale diverso: XPS (Polistirene Estruso) o vetro cellulare. Questi materiali sono impermeabili e resistenti agli urti (calci, pallonate). Solo sopra questa quota parte il cappotto “traspirante”.

6. Il problema dei Picchi (e come risolverlo)

In Trentino è un classico: il picchio che buca il cappotto per fare il nido, scambiando il suono “vuoto” per un albero malato.
Come si previene? Con la Doppia Rasatura Armata. Invece di fare un solo strato di rete e colla, ne facciamo due, o usiamo reti “corazzate” ad alta resistenza. La superficie diventa dura come la pietra e il picchio non riesce a bucarla (e il suono “pieno” lo scoraggia).

7. Cappotto e Muffa interna: Il paradosso

“Ho fatto il cappotto e ora ho la muffa che prima non avevo!”.
Succede quando si isola ermeticamente la casa ma non si gestisce il ricambio d’aria. Le vecchie finestre “spifferavano” e cambiavano l’aria da sole. Con cappotto e finestre nuove, l’umidità prodotta cucinando e respirando resta dentro.

La regola d’oro: Mai fare un cappotto performante senza installare una VMC (Ventilazione Meccanica) o senza cambiare radicalmente le abitudini di aerazione.

Dubbi sul tuo cappotto termico?

Che tu debba farlo da zero o che tu abbia problemi su un lavoro esistente, serve un occhio esperto. Non rischiare di buttare soldi in un lavoro che durerà pochi anni.

I nostri esperti di efficienza energetica offrono:

  • Analisi termografica per individuare ponti termici.
  • Preventivo per Sistema ETICS Garantito (10 anni + Polizza).
  • Calcolo dello spessore ottimale per i Bonus Fiscali.

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Interventi certificati in tutta la Valsugana.


Domande Frequenti sul Cappotto Termico

Qual è lo spessore minimo per il cappotto in Trentino?

Per rispettare le normative attuali (Zona F) e accedere alle detrazioni fiscali, solitamente servono 12-14 cm di EPS con grafite o 14-16 cm di Lana di Roccia. Scendere sotto queste misure rende l’intervento poco efficace e non conforme.

Il cappotto fa “respirare” la casa?

Sì, se i materiali sono corretti. Il vapore acqueo attraversa l’EPS (e ancor meglio la Lana di Roccia) e l’intonaco silossanico, uscendo all’esterno. Il problema nasce se si usano pitture acriliche “plastiche” che bloccano il vapore dentro, o se c’è troppa umidità interna non smaltita.

Posso mettere il cappotto su una casa vecchia con i muri storti?

Sì, ma non si può incollare direttamente. Prima bisogna regolarizzare la facciata con un intonaco di fondo. Incollare pannelli su muri fuori piombo crea vuoti d’aria dietro l’isolante (“effetto camino”) che annullano l’isolamento e alimentano le fiamme in caso di incendio.

Quanto costa un cappotto certificato al mq nel 2026?

Un sistema ETICS completo, posato a regola d’arte con ponteggi, tasselli e finitura silossanica, oscilla tra i 100 € e i 140 € al mq (escluso IVA e pratiche). Prezzi inferiori (es. 60-70 €) nascondono quasi sempre materiali non certificati o manodopera non qualificata.

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