In Italia il fulmine uccide in media 10-15 persone all’anno. La maggior parte era in montagna.

Il fulmine è il rischio meteorologico più acuto per l’escursionista — non il più probabile, ma quello con il rapporto più sfavorevole tra esposizione e conseguenze. Una raffica di vento ti butta a terra; la pioggia ti bagna; la grandine ti ammacca. Il fulmine ti uccide o ti lascia danni neurologici permanenti. La buona notizia è che il rischio è gestibile con decisioni che si prendono prima del temporale, non durante.

Come colpisce il fulmine: non solo dall’alto

Il fulmine non deve colpirti direttamente per farti del male. I meccanismi di lesione sono cinque, e solo uno è il colpo diretto:

Colpo diretto: il fulmine colpisce te. È il meccanismo con la mortalità più alta ma anche il meno frequente — la probabilità che il fulmine scelga proprio te come punto di scarica è bassa se non sei il punto più alto nell’area.

Corrente di contatto: tocchi un oggetto colpito dal fulmine (un palo, una roccia, una struttura metallica) e la corrente passa attraverso il tuo corpo. Questo è il motivo per cui non devi toccare strutture metalliche durante un temporale — croce di vetta, cavo della ferrata, ringhiera del rifugio.

Corrente laterale (side flash): il fulmine colpisce un oggetto vicino a te (un albero) e la corrente “salta” verso di te perché il tuo corpo offre un percorso di resistenza inferiore rispetto all’aria. Questo accade tipicamente quando sei a meno di 2-3 m da un albero colpito. È il motivo per cui ripararsi sotto un albero isolato durante un temporale è pericoloso.

Corrente di terra (ground current): il fulmine colpisce il terreno a distanza e la corrente si propaga nel suolo. La differenza di potenziale tra i tuoi piedi (se sono distanziati) crea un percorso attraverso le gambe. È il meccanismo di lesione più comune — e il motivo per cui la posizione raccomandata è accovacciati con i piedi uniti (minimizzando la differenza di potenziale tra i punti di contatto).

Onda d’urto: il tuono è un’onda d’urto. A distanza ravvicinata (meno di qualche metro dal punto di impatto) l’onda d’urto può causare danni all’udito e trauma fisico.

I luoghi più sicuri in montagna

Una costruzione chiusa (rifugio, bivacco, auto) è il luogo più sicuro — la struttura funziona come gabbia di Faraday e devia la corrente all’esterno. In assenza di strutture, cerca: una depressione del terreno (conca, dolina, avvallamento) lontana da punti elevati e da alberi isolati; una zona di bosco fitto con alberi di altezza uniforme (il fulmine colpisce l’albero più alto, e in un bosco uniforme il rischio è distribuito); una grotta — ma con cautela: non appoggiarti alle pareti e non stare all’ingresso, dove la corrente di terra può attraversare il vuoto.

I luoghi da evitare assolutamente

Creste e cime — sei il punto più alto. Alberi isolati — side flash. Specchi d’acqua e rive — l’acqua è un conduttore. Pareti metalliche, ferrate, cavi — corrente di contatto. Aperture di grotte dove il soffitto è basso — la corrente può attraversare. Prati aperti se sei la struttura più alta nel raggio di decine di metri.

La regola dei 30 secondi

Se il tempo tra lampo e tuono è inferiore a 30 secondi (temporale a meno di 10 km), sei nella zona di rischio — i fulmini possono colpire a distanze significative dalla cella temporalesca principale. Cerca riparo immediatamente. Non aspettare la pioggia: il fulmine può precedere la precipitazione, colpendo quando il cielo sopra di te è ancora relativamente chiaro. Dopo l’ultimo tuono udibile, attendi almeno 30 minuti prima di uscire dal riparo — i temporali possono produrre fulmini anche nella fase di dissipazione.

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