Da Bologna a Firenze a piedi: 130 km che attraversano duemila anni di storia

La Via degli Dei è il cammino più accessibile d’Italia per chi è alla prima esperienza di trekking multi-giorno. Non per facilità — il dislivello cumulativo supera i 4.000 m — ma per logistica: i borghi tappa sono a distanze gestibili, gli alloggi sono abbondanti (agriturismi, B&B, ostelli), i punti di rifornimento alimentare e idrico sono regolari, e il percorso è ben segnalato con la bandierina blu CAI specifica. Se devi iniziare da qualche parte, la Via degli Dei è un punto di partenza solido.

Il percorso: 5 tappe classiche

Giorno 1: Bologna — Badolo (circa 20 km): la tappa più urbana. Si esce da Bologna attraversando i colli bolognesi — la zona collinare a sud della città, con parchi, ville e i primi boschi. Il dislivello non è trascurabile ma la tappa è relativamente facile. Badolo ha un paio di strutture ricettive; in alternativa, si può proseguire fino a Sasso Marconi.

Giorno 2: Badolo — Madonna dei Fornelli (circa 25 km): la tappa più lunga. Si sale verso il crinale appenninico attraverso boschi di castagno e querce, toccando Monte Adone — il punto panoramico più spettacolare del versante emiliano. Madonna dei Fornelli è un piccolo borgo con diverse strutture ricettive. La lunghezza della tappa può essere ridotta fermandosi a Monzuno.

Giorno 3: Madonna dei Fornelli — San Piero a Sieve/Monte di Fò (circa 20 km): si supera il crinale e si scende verso il versante toscano. Il passaggio sul crinale — Passo della Futa — è il punto più alto del percorso (circa 900 m). Il cambiamento di paesaggio dal versante emiliano (più umido, più boscoso) al versante toscano (più aperto, più mediterraneo) è percepibile.

Giorno 4: San Piero a Sieve — Fiesole (circa 25 km): la tappa con la sorpresa. Si cammina su strada romana — la Flaminia Militare, il selciato del II secolo a.C. che emerge dal terreno a tratti, con le pietre originali ancora in situ. È il momento in cui il nome “Via degli Dei” (che deriva probabilmente dalle cime attraversate — Monte Adone, Monte Venere, Monzuno/Mons Iovis) diventa tangibile: cammini dove hanno camminato i legionari. Fiesole offre la prima vista su Firenze dall’alto — un arrivo che vale l’intera giornata.

Giorno 5: Fiesole — Firenze (circa 10 km): la discesa in città. Breve, facile, e con una conclusione spettacolare: l’arrivo in Piazza della Signoria con lo zaino in spalla e la consapevolezza di aver attraversato l’Appennino a piedi. Non è il Cammino di Santiago — è più breve, più italiano, e non meno significativo per chi lo percorre.

Consigli pratici specifici

Il periodo migliore è aprile-giugno e settembre-ottobre. In luglio-agosto il caldo a bassa quota (il percorso scende sotto i 300 m nel tratto fiesolano) è significativo e i boschi sono pieni di zanzare. In inverno il crinale può essere innevato e i sentieri fangosi.

Porta contante: alcune strutture accettano solo contanti, specialmente negli agriturismi e nei piccoli B&B. Il bagaglio può essere trasportato da servizi di trasporto zaini che operano sulla Via degli Dei — un’opzione che molti considerano “barare” ma che rende il cammino accessibile a chi non può o non vuole portare 12 kg sulle spalle per 5 giorni. Non è barare: è una scelta logistica legittima.

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